lunedì 28 maggio 2012

Le mie madeleines: il gelato limone e fragola


Inizia ad affacciarsi un po’ di caldo “serio”; oggi, mente ero in macchina accaldata, meditavo un post sul gelato e desideravo fortemente un gelato.

Mi sono resa conto che pensando al gelato, l’archetipo che ho impresso nel cervello è un cono fragola, cioccolato e limone che mi compravano da bambina in un bar dall’arredamento molto datato del mio paesello, il bar Fiore. Quello per me è è IL gelato, per banale che fosse un cono venduto da un bar qualsiasi di paese negli anni Settanta, rimarrà inimitabile e vincerà il confronto con qualsiasi prelibatezza. Mi fa tornare in mente una marea di sensazioni piacevoli da bambina in età prescolare che riceve in regalo dal nonno 500 lire di carta per comprare il gelato, fa una passeggiata con la mamma fino al mitico bar Fiore e sceglie invariabilmente il trittico lim-frag-cioc, mentre cammina gioca a non pestare le righe delle mattonelle sul marciapiede e si sporca la maglietta con il gelato.  E tuttora, anche tra una lista di 30 gusti io tendenzialmente sceglierò un cono limone e fragola, fragola e cioccolata o tutti e tre i gusti insieme.

Allo stesso modo la migliore granita del mondo è quella che ho mangiato un agosto all’isola di  Salina, dopo aver fatto con un trekking un dislivello di 800 metri con 38° a mezzogiorno e un sole cocente. Quando l’ho assaggiata ho visto il Nirvana…volevo bloccare il tempo in quell’istante, niente avrebbe potuto rendermi più felice. Credevo fosse l’autentica granita siciliana a fare questo effetto, l’ho ricercata varie volte dai più famosi granitari siciliani e torinesi, ma poi ho capito che era l’insieme dei fattori e della fatica di quel momento ad averla resa così insuperabile. 

Non so se sia ovunque così, ma  a Torino sembra esserci una concorrenza agguerrita tra le gelaterie, tutte di altissimo livello, e spesso mi capita di parlare con gente che ti rivela con sicurezza assoluta qual è la migliore. 
Non sono mai stata così dentro alla questione, avendo il mio gelato di riferimento nel cono del bar Fiore…Posso dire però che il gelato di Grom non mi piace perché è pesantissimo (dicono che fanno il gelato come una volta, ma io non credo che una volta mettessero 18 uova per mezzo chilo di gelato…) che il fiordilatte di Miretti in Corso Matteotti è una delizia da far impallidire qualunque confronto, che un buon gelato al cioccolato o nocciola di Florio è un ottimo antidepressivo e che Marchetti fa delle granite strepitose.

Invece qualche sera fa mi sono innamorata, un incontro casuale con amore a prima vista che potrebbe competere con quei gelatini della mia infanzia. La gelateria si chiama Ottimo, e anche se potrebbe sembrare un po’ autoreferenziale e saccente perché si è data il voto da sola, è davvero ottima!
La lavagna con i gusti senza latte mi ha subito invogliata, data la mia storica intolleranza al latte vaccino…e poi quanta creatività nei gusti!
Sono uscita con un cono gigante composto da: limone e salvia, fragole con gocce di cioccolato e nientemeno che pompelmo rosa con Bacardi. I gusti senza latte sono un po’ sorbettosi ma consistenti, e per non dimenticare gli altri sapori  invitanti a cui ho dovuto rinunciare nella scelta, ho voluto fotografare la lavagna con grande orgoglio del gelataio.
Ottimo ha due negozi, in Corso Stati Uniti e in Via San Francesco d’Assisi.
E voi? avete dei gusti o dei cibi che vi rimandano immediatamente a qualche momento della vostra vita? Sarebbe bello fare un inventario, una specie di nostra Ricerca del Tempo Perduto.

1 commento: